W la globalizzazione!!!

2 Novembre 2005 2 Novembre 2005
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Fra qualche settimana dal 13 al 18 dicembre si terrà a Hong Kong la sesta conferenza ministeriale del WTO. Questa data è importantissima in quanto si cercheranno di risolvere le problematiche legate al commercio internazionale, in particolare uno dei temi più importante sarà l’abolizione delle barriere commerciali europee sui prodotti agricoli. Negli ultimi anni osserviamo un processo di cambiamento degli equilibri internazionali. Il bipolarismo USA-Europa è stato messo in discussione dalle economie in via di sviluppo, in particolare Brasile, Messico, Cina e India. Il fattore che ha provocato questo inizio di riequilibrio mondiale è la crescita delle nuove economie, possibile grazie alla liberalizzazione degli scambi. I no-global hanno il pregio di avere tanta energia e tanta buona volontà (qualità che mancano nella maggioranza dei giovani di oggi, io per primo), e per questo vanno ammirati, ma purtroppo combattono dalla parte sbagliata senza saperlo. Il liberismo reale permette ad ogni paese di crescere secondo il suo modello di sviluppo, secondo le sue specializzazioni produttive. List è un grande autore a questo proposito. il problema è che oggi i paesi occidentali sono i primi a non rispettare le regole del commercio internazionale, creando barriere protezionistiche o costringendo gli altri paesi al liberismo secondo la loro convenienza.
Perchè i paesi in via di sviluppo stentano a crescere?
Si parla tanto di debito, giustamente perchè è un problema estremamente rilevante. Ma la base di tutti i problemi è un altro.
Le esportazioni, ovvero il modo più semplice di acquisire valuta estera e di far crescere il paese sono fondamentali per l’economia. I paesi in via di sviluppo sono per definizione meno sviluppati (si parla in termini economici) dei paesi industrializzati. I PVS sono quindi specializzati nella produzione di beni tradizionali ed agricoli. Ed ecco il vero nodo del problema: Secondo le leggi naturali dell’economia, le banane brasiliane costano meno delle banane europee, semplicemente perchè il costo del lavoro in Europa è più alto. Quindi secondo un sano liberismo, il brasile dovrebbe crescere in un primo tempo esportando i prodotti in cui è specializzato (le banane sono solo un esempio) e seguendo poi passo dopo passo il cammino dell’industrializzazione, del progresso tecnologico e dello sviluppo. Il problema qual’è? Che i paesi occidentali industrializzati, e L’Europa più degli altri hanno una visione tutta loro del liberismo. Il protezionismo a favore del settore agricolo europeo (si ricordi che il 40% dei fondi comunitari sono destinati all’agricoltura….) è semplicemente vergognoso. Mentre il sistema economico europeo tende verso una terziarizzazione dell’economia, l’intervento degli Stati europei condanna gli agricoltori ad una esistenza-dipendenza. Un agricoltore senza i fondi europei non ce la può fare, perchè i prodotti dei PVS sono molto più competitivi. E’come accanirsi per far vivere artificialmente un corpo ormai morto clinicamente. L’Europa ha già finito da tempo ormai la fase di movimento dalle campagne alle città, anzi siamo già avviati da qualche decennio nella fase di deindustrializazzione. La riduzione al minimo del settore agricolo va visto come un processo naturale nelle nostre società moderne, magari una parte dei produttori europei si potrebbe anche specializzare nei prodotti di lusso (come il vino o l’olio) o di qualità (non capisco com’è che in un mondo dove tutto si compra non posso comprarmi un pollo -magari anche a 20 euro al chilo- che abbia sgambettato dalla nascita in un prato e che sappia di pollo). Io capisco una persona che dice “proteggiamo le nostre produzioni agricole”, ma questa persona deve essere cosciente che proteggere i nostri prodotti non competitivi significa danneggiare ingiustamente gli altri produttori più poveri, e soppratutto versare 40% delle risorse europee in un settore che non ha futuro. Questa politica non può che essere dannosa a lungo termine.
La struttura dell’economia cambia con lo sviluppo, e le tensioni sociali come la creazione e la morte economica di interi gruppi sono fattori naturali di cui non bisogna avere paura.

A dicembre i paesi in via di sviluppo vanno a Hong Kong per negoziare e cercare di ridurre le barriere protezionistiche europee. Gli Stati uniti hanno già dato il loro accordo. Siamo soli contro il mondo, e io a dicembre tiferò Cina, India e Brasile, perchè è dalla trasparenza, dalle pari opportunità e sopratutto da regole uguali per tutti che può cominciare un mondo migliore.
W la globalizzazione! Quella vera!