CPE o "La Cicala e la Formica" versione 2006

26 Marzo 2006 26 Marzo 2006
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Da varie settimane la Francia è in subbuglio per il “Contrat de Première embauche” il contratto di primo impiego. I media Francesi (che tra l’altro sono poco imparziali… io che ho vissuto gli ultimi 6 anni in Italia e 18 anni in Francia mi chiedo sinceramente se in Italia esiste realmente un utilizzo esagerato dei media da parte di Berlusconi, a me sembra onestamente di no faccendo il paragone con un paese come la Francia) appoggiano i manifestanti per il solo fatto che hanno i capelli lunghi e che nel paese della (sacrosanta) rivoluzione francese, fare casino e “essere contro” è per natura positivo. Il “sinistrismo” e qualunquismo diffuso nella società francese (ho sentito in TV cose raccapriccianti…) mi fa preoccupare molto di più delle potenzialità devastatrici dell’impero Berlusconiano, come diceva Beppe Grillo, meglio sapere che i media sono controllati (Italia) che crederci perché sono liberi (Francia). In Francia, tutti e tutte sembrano essere contro il CPE.
Sembrano.
Se andiamo a sentire il parere dei ragazzi che bruciavano le macchine 4 mesi fa, e soprattutto il parere dei ragazzi che NON bruciavano le macchine ma che abitano in quelle zone disagiate, il CPE è più che ben accolto.
Se andiamo a sentire il parere della gioventù “media” francese, quella che non è andata all’Università ma che ha beneficiato di una breve formazione (tramite scuola o no), il CPE è ben accolto.
Se dall’altra parte andiamo a sentire il parere di quelli che stanno per strada a manifestare, dicono che loro vengono dalla Sorbonne e che quindi non avranno problemi in quanto usciranno da una “grande scuola” ed otterranno probabilmente un contratto atempo indeterminato ma manifestano per solidarietà verso i giovani precari (i medesimi giovani che vedono il CPE come una cosa positiva).
Sia chiaro, il CPE è un contratto di merda, teoricamente, per il semplice motivo che non ci sono motivi di discriminare un giovane semplicemente perchè è giovane. Tuttavia non viviamo in un mondo teorico, ma viviamo in un mondo che purtroppo è ben reale. La realtà francese sono una miriade di CDD (contratto a tempo determinato), i quali durano in genere meno di un mese: nessuna formazione, nessuna stabilità, sfruttamento totale. Il CDI (contratto a tempo indeterminato) è sempre più raro ed è riservato ai profili medio alti, a quelli che escono dalle grandi scuole. In questo contesto francamente desolante, il CPE è più che buono, è una boccata di ossigeno. E’ come passare dalla brace alla padella (e non il contrario), e benchè gli idealisti di sinistra rifiutino questo tipo di compromesso nella loro utopia, quelli che stavano nella brace saranno ben contenti di andare nella padella. Scusate il realismo, ma la vita è così: fatta di realtà e non solo di ideali.
Due parole sul CPE: Non è vero che si potrà licenziare senza preavviso, è prevvisto un preavviso di un mese.
Non è vero che non ci saranno allocazioni:per 4 mesi di lavoro ci sono 6 mesi di allocazioni disoccupazioni, più un indennizo di licenziamento (cosa che alcuni CDI non prevvedono). Cose che in Italia possiamo solo sognare.
E’ prevvisto inoltre un’accompagnamento del lavoratore dall’inizio alla fine nella ricerca d’impiego.
E’ finalmente prevvista una reale formazione professionale, che era impossibile prima con CDD di 2 settimane o 1 mese, e questa formazione costituirà un bagaglio importante per le future esperienze lavorative.

Il problema è che in Francia il qualunquismo/laicismo/rivoluzionismo esasperato porta a molta confusione… tante capre che si seguono, formano un gregge, si coalizzano in un movimento, fanno pressione sui media e acquisiscono addirittura un peso politico. Mi sono sempre chiesto se la manifestazione non fosse anti democratica non nella sostanza ma nei suoi effetti: perchè il governo leggittimamente eletto dovrebbe ritirare il CPE che riguarda l’intero paese solo perchè qualche migliaia di giovani vanno in piazza in un paese dove manifestare è lo sport nazionale (l’ho fatto anch’io ai miei tempi…e realisticamente, la metà non sa nemmeno cosa è il CPE, specialmente quelli delle scuole superiori che potrebbero manifestare per ristabilire la pena di morte pur di non andare un giorno a scuola)? Io che come 59 milioni di cittadini (a questo proposito attenti ai media che dicono eroneamente che 72% dei francesi sono contro il CPE. In realtà 20% sono per il ritiro senza discussioni del CPE e 52% sono per alcuni cambiamenti nel CPE, il che significa che solo il 20% dei francesi è contro il CPE, sempre secondo i sondaggi)sono per il CPE perchè non posso pretendere che il governo faccia la sua legge secondo i meccanismi abituali? Devo forse andare in piazza per chiedere che il governo del mio paese possa governare e legiferare? Nei casi estremi si può sempre ricorrere al referendum come in Italia (anche se in francia mi sembra che non funzioni così). Devo forse manifestare per il CPE? A questo punto torniamo alle democrazie dirette ateniesi e facciamo prima (con l’unica differenza che ad atene erano solo 10.000 cittadini circa). Ovviamente il diritto a manifestare è e deve rimanere sacrosanto. Sia inteso…

Per chiudere traduco una piccola interpretazione della fiaba di La Fontaine “La cicala e la formica” che ho trovato sul net e che simboleggia bene il risentimento (a volte un pò cattivello e razzista, quindi non lo condivido totalmente per vari motivi) di una fetta della popolazione Francese verso un sistema che mostra palesi segni di cedimento e di irrazionalità (condivido invece questa ultima interpretazione).

La cicala e la formica

La formica lavora tutta l’estate.
Costruisce una casa e prepara provvisioni per l’inverno.
La cicala pensa che la formica non è “cool”, non è “in”, e quindi ride, balla, danza, abbronza e si strafà di canne tutta l’estate.

Una volta venuto l’inverno, la formica è al caldo e ben grassa.
La cicala invece ha freddissimo e non ha niente da mangiare.
Quindi la cicale decide di chiamare i media e chiede spiegazioni sul perchè la formica se la passa bene al calduccio mentre altri come la cicala hanno fame e freddo.

La TV organizza emissioni in diretta dove si può vedere in immagini strappalacrime che effettivamente la cicala muore di freddo, mentre il collegamento con la formica mostra che effettivamente la formica sta al caldo e ben grassa.

I francesi sono indignati dal fatto che in un paese così ricco e potente,
si possa lasciar soffrire questa povera cicala,
mentre altri vivono nell’abbondanza

Le varie associazioni contro la povertà e la miseria manifestano davanti alla casa della formica

I giornalisti organizzano interviste, chidendo perchè la formica è diventata così ricca sfruttando l’ignoranza della cicala, e chiedono al governo di aumentare le tasse della formica perchè paghi finalmente “il giusto”.

Vedendo i sondaggi, il governo promulga una legge sull’eguaglianza economica e una legge (retroattiva) anti-discriminatoria.

Le tasse della formica aumentano
e deve pagare una multa per non avere offerto lavoro alla cicala.

La formica viene sfrattata dalla casa perchè non ha soldi a sufficienza per pagare le tasse e la multa.

La formica, schifata, lascia la Francia per emigrare con successo all’estero.

La TV fa una trasmissione sulla cicala che ora finalmente ingrassa e mangia le ultime provvisioni della formica.

La cicala non vuole riprendere il lavoro della formica perchè giudica questo troppo difficile, poco onorevole, e non adatto ai suoi orari di tempo libero.

Il governo chiede allora aiuto ad un ragno che lavora mentre la cicala ridendo può beneficiare delle allocazioni sociali per finanziare i suoi passatempi.

La vecchia dimora della formica, diventata alloggio sociale per la cicala diventa tutta diroccata in quanto la cicala non ne prende cura.

Viene fatto sapere al governo che i mezzi a disposizione della cicala per occuparsi del suo alloggio non sono sufficienti.

In seguito ad una commissione d’inchiesta parlamentare, nuovi fondi sono sbloccati per intrattenere l’alloggio della cicala.

La cicala muore di overdose.
Il ragno prende allora il suo posto.

La stampa commenta il fallimento del governo nel risolvere il problema delle disuguaglianze sociali.

La casa è occupata da una gang di ragni.

Il governo si autocongratula della multietnicità della Francia.

I ragni organizzano un traffico di droga e terrorizzano tutta la comunità.

FINE