Shanghai blues

22 Luglio 2006 22 Luglio 2006
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Innanzitutto mi scuso per gli eventuali bloggers che sono capitati su questo blog e non hanno trovato più nessuna attività da… una vita. Ma quando la vita (grazie a Dio!) si fa viva, le attività "varie ed eventuali", chiamiamole cosi, passano in secondo piano. Shanghai. La Parigi di Oriente, che di parigi in Realtà ha molto poco. 18,7 milioni di abitanti (un terzo dell’Italia in una sola città) su 5.800 km2, una superficie che copre tutta la Lombardia . Cominci a capire in quale Cina ti stai recando appena esci dall’aeroporto e prendi il treno Maglev che ti porta in centro città in soli 8 minuti, a 432 km/ora. Non è quella Cina dei documentari Geo&Geo o Quark (bellissimi per carità, ma che ti vogliono convincere che fuori dall’Europa e dagli USA sono tutti zozzoni morti di fame)con gli operai che faticano nelle miniere di carbone per racimolare 80 euro all’anno, non è quella Cina agricola e contadina, e non è certamente la Cina Berlusconiana dove i padri bolliscono i bambini… L’impressione è confermata quando prendi una delle 6 linee della metropolitana (alcune sopraelevate), o quando vedi il Deep Water Harbor, porto commerciale costruito… in mezzo al mare, collegato alla terra da un ponte di ben 32km. Per non parlare del quartiere di Puddong, "solo" 2 milioni di abitanti perchè zona di uffici, ma costruito in appena 10 anni su una zona che era paludosa e che assomiglia oggi più a Disneyland che ad una città di un paese in Via di Sviluppo (v. Foto) Ovviamente Shanghai non è rappresentativa della Cina tutta. Ma Shanghai è pur sempre Cina, ed è rappresentativa delle altre città dello sviluppo, Guangzhou, Shenzen, Wuhan e tutte le città del Delta dello Yangtze. Shanghai è movimento, Shanghai è vitalità, tutto si muove ad una velocità assurda. Arrivo e davanti a casa mia non marciapiede, e ci sono una fila di case diroccate, dopo una settimana il marciapiede è finito e le case tradizionali distrutte per lasciare spazio a nuovi grattacieli. Incontri un tipo un giorno, il mese dopo lo incontri di nuovo che ha cambiato lavoro. Shanghai è movimento e vitalità, e credetemi, quando si va in questi paesi si rissente ancora di più la stagnazione e depressione italiana. Intendiamoci, Shanghai non è nemmeno la gallina dalle uova d’oro: non è che uno arriva e diventa milionario, (forse lo era qualche anno fa), ma rimane una città bella da scoprire per i giovani vogliosi di lavorare e stanchi dell’Italia. A settembre lavorerò là e guadegnerò (poco)meno dei fatidici 1.000 euro italiani, ma bisogna tenere conto che nella città più ricca e costosa della Cina, un impiegato guadagna 200 euro al mese e andare in un buon ristorante costa su per giù 4 Euro per una mangiatona abbondante (ma anche solo 50 centesimi per un piatto di pasta). Insomma un giovane non va a Shanghai per essere ricco, ma per lavorare e fare esperienza (sperando di poter diventare ricco successivamente qui in Italia! ;o) ) Shanghai, la Cina, l’Asia. Continente sconosciuto tanto quanto è enorme. Nella sola Repubblica Popolare Cinese si contano 56 etnie diverse, dai musulmani dell’Ovest ai Mongoli del Nord, 56 etnie e migliaia di tradizioni, culture, lingue diverse. Vivendo a Shanghai per tre mesi ho avuto modo di entrare, superficialmente, nella società Cinese. Niente a che vedere con il Giappone. Mentre il Giapponese "tipo" soffre di una crisi di identità e di un complesso di inferiorità rispetto agli occidentali al quale si aggiungue un chiaro sentimento di frustrazione, il cinese è molto meno complicato: sa chi è, e sa dove va. E non gliene frega niente dell’Occidente perchè è convinto (e chi gli puo’ dare torto) che la sua cultura è superiore. Da questo punto di vista c’è una similitudine tra Europei e Cinesi, la coscienza di appartenere ad una grande nazione, per lo meno dal punto di vista storico culturale. Le analogie si fermano qui. Il cinese è molto ospitale, simpatico, ma può anche essere molto furbo, ed avere una concezione dell’onestà tutta particolare. Le donne di Shanghai poi sono molto più aperte e meno tradizionali rispetto persino alle donne europee… Vere tiranne nella coppia (a quanto ho visto da "osservatore esterno") cercano in ogni modo di accappararsi delle libertà del poveretto e del suo patrimonio: WARNING! La Cina vissuta è veramente una esperienza straordinaria, dal punto di vista umano, e forse ancora di più dal punto di vista professionale. Pur non essendo mai stato, e non essendo tuttora un appassionato dell’Asia, dei manga etc… (ce ne sono molti sui blog) ritengo che questi paesi possono offrire molto a noi europei, molto di più di quanto ci possano togliere. Sta a noi prendere quello che ci offrono. Alcuni punti di riferimento: Volo Italia-Cina-Italia: Sui 700 Euro, ma si trovano anche a 450, pare Albergo: 15-20 Euro a Notte Affitto: 150-250 Euro al mese Ristorantino: 50 centesimi Euro Ristorante: 2-6 Euro Ristorantone (attenzione, per ristorantone intendo cibo + vino-birra ecc… tutto a volontà): 15 Euro Metrò: 30-50 Centesimi Taxi: una corsa media di 15 minuti costerà più o meno 1 Euro 50 Discoteca: purtroppo prezzi Europei…. 5-10 Euro all’entrata, 5 Euro la consumazione Lingue usate: solo cinese, scordatevi l’inglese, se non per parlare con gli expat, e prendetevi un vocabolario in Italia Da vedere: – la città vecchia a due passi dal Bund che assomiglia piu ad una zona di guerra che alla metropoli futuristica di shanghai – Il bund lungo il fiume Huangpu, con tutti palazzi in stile occidentale dell’inizio XX secolo – Pudong Lujiazhui, con la Jin mao e la dong fan minzu (torre della televisione) – la concessione francese, con le sue vie bordate di alberi e i suoi palazzi caratteristici – uno spa a scelta, ideale per finire le notti: in pratica sono come le antiche terme romane e ci si puo dormire – il giardino Yu (pare sia uno dei piu belli della Cina ma non è che mi abbia sconvolto)

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