Categoria 'Città del mondo'

Lijiang

9 Aprile 2007 9 Aprile 2007
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Dopo Xi’an: Lijiang, nella provincia dello Yunnan. Da qui in poi il viaggio ha preso una svolta in quanto i paesaggi di questa regione sono assolutamente incredibili (tanto è che sono costretto a fare questo fotomontaggio per farvi vedere almeno alcune delle foto che ho fatto). "A sud delle nuvole", questo è il significato di "Yunnan". E’ una regione straordinaria dove si possono trovare le più grandi varietà di clima, di fauna/flora e di popolazione (25 minorità etniche presenti nello Yunnan sulle 56 presenti in Cina) presenti in Cina. Basta pensare che questa provincia grande come l’Italia confina a Nord con il Tibet (con montagne alte 5.000 m) e a sud con Laos, Myanmar e Vietnam, zone decisamente tropicali. Secondo me un vero paradiso terrestre, la tappa centrale di un viaggio in Cina. Lijiang, Dali, Shangrila, Kunming, Yuanyang, la regione dello Xishuangbanna; almeno 2 settimane sono necessarie per avere un’idea di cos’è lo Yunnan. Per arriverci bisogna per forza passare per Kunming, la capitale della Provincia, 5 milioni di abitanti, una città moderna senza particolare interesse per il turista ma che è molto gradevole da girare (sarà per le palme, il cielo blu, e il clima mite 11 mesi all’anno malgrado i 2.000m di quota?). Da kunming le cose diventano un po più difficili per il trasporto, lo Yunnan essendo una delle regioni più povere della Cina, e il turismo essendosi sviluppato solo negli ultimi anni, mancano ancora infrastrutture. Comunque per arrivare a Lijiang da Kunming basta prendere il bus, sono 6-8 ore di giorno, 12-14 ore di notte. SCONSIGLIO fortemente il bus a cucette di notte… a meno che siate interessati a dormire in letti di 1m60 larghi 40 cm e quindi abbracciati con altri 4 cinesi, con una quarantina di persone e altrettante sigarette accese. Senza parlare poi dell’odore dei piedi, degli sputi e delle lenzuola che non sono mai cambiate. Insomma fidatevi, il viaggio di giorno è più corto, molto più confortevole, e sopratutto non vi perderete i paesaggi pazzeschi che si trovano tra Dali e Lijiang. Lijiang appunto, veniamoci. La città è bellissima ma molto turistica, difficile trovare altro che ristoranti alberghi e negozi, ma il fascino rimane intatto, con i suoi canali e le case tipiche. A Lijiang è molto presente l’etnia Naxi, l’unico popolo al mondo che scrive ancora con gli ieroglifi (cultura Dongba), società matriarcale dove solo le donne lavorano ed hanno il controllo della famiglia. Un’ottima base di partenza per visitare le meraviglie intorno alla città. E’ facile noleggiare una bicicletta (1 euro 50 la giornata) e avventurarsi nei dintorni molto più rustici, dove si vedono yak, case fatte con mattoni di fieno e terra, laghi stupendi, paesini sperduti ecc. Da Lijiang si possono andare a vedere le gole della tigre, attraversando vallate stupende con colture a terrazzo, basta noleggiare un pulmino con altri colleghi di viaggio che incontrerete e potete arrivare direttamente là, oppure partire per 3 giorni di Trekking. Arrivarci: Da Xi’an a Kunming ci sono voli per 50 euro, vi risparmiate cosi 3 giorni di treno Da Kunming con il bus (sui 100 RMB) Mi sembra ci sia da pochissimo un aeroporto con voli da Kunming Non ci sono treni Cose da vedere: La città di lijiang il dragon pool Lashi hai (lashi lake) la città di Shu he le gole della tigre La regione di Shangrila a qualche ora di bus Foto Dragon Pool / Città vecchia di Lijiang La Shi Hai / Le gole della Tigre

Amsterdam

4 Ottobre 2005 4 Ottobre 2005
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Il mio viaggio ad Amsterdam è stato travolgente.
Da un punto di vista prettamente turistico, Amsterdam è una città molto carina e caratteristica. Ci sono i canali circolari che avvolgono la città, le stradine tipiche olendesi, le case con i muri storti che pendono verso la strada. Il centro è pieno di negozi, di coffee shop, bar, posti tranquilli per passare una tranquilla giornata. Magari per dormire è meglio prenottare un albergo serio perchè per quel che mi riguarda, l’esperienza in ostello con precendente visita della polizia è stata piuttosto bruttina. Amsterdam insomma è carina e tranquilla. A prima vista.
Ma c’è qualcosa in quella città che crea turbamento, disorienta.
C’è una atmosfera strana ad Amsterdam. Ero convinto di trovarmi circondato da zozzoni e vari punkabestia locali e stranieri, ma invece niente. La cosa è più sottile, più perfida. Mi ricordo che in soli 3 giorni, mi è capitato tre volte che delle signore di mezza età mi cadessero adosso per strada, come ubriache o fumate. Ho visto delle biciclette appese ai pali della luce a 3 metri dal suolo, ho visto gente sniffare cocaina per strada in mezzo alla folla incurante, ho visto perfetti manager, padri di famiglia, lavoratori, turisti perdersi nelle vetrine abitate da bambole che non si capisce se sono mezze vive o mezze morte, ho visto file di donne nude dietro ad un vetro che aspettavano mangiando un pannino al salame. Ho visto troppe cose in pochi giorni.
Amsterdam è una città pericolosa. Non perchè uno ti può ammazzare per strada, ma perchè dopo un paio di giorni, quando sei immerso in questo altro mondo dove tutto sembra lecito, non riesci più a capire cosa è giusto e cosa è male. Tutti fanno tutto. Una specie di terra senza leggi (questa è l’impressione nostra, anche se non è assolutamente così per un cittadino olandese). Ad Amsterdam, tanti turisti si sorprendono nel letto di una prostituta senza nemmeno aver capito come ci sono arrivati, tanti giovani che avevano al massimo l’intensione di farsi un giro in un coffee shop finiscono con trovarsi l’ago in vena o il naso incipriato.
Ad Amsterdam tutti i limiti sono spostati. Troppo spesso si torna avendo perso la verginità dell’anima. Si fanno cose sapendo che sono sbagliate, ma quell’intero mondo che gira in senso contrario ti fa convincere che sei tu a essere pazzo. In questo caso è la società che crea artificialmente i limiti del bene e del male. Ed è facile farsi convincere. E’ assurdo vedere come 23 anni di educazione possono traballare in tre giorni. La società, l’ambiente cirostante ha veramente una forza enorme. Tutto diventa lecito, tutto diventa normale, tutto diventa bello.
Finchè prima o poi l’illusione finisce. L’illusione mia è finita quando mi sono allontanato dal Red Quarter. Lì ci sono tante prostitute e tanta droga, ma i turisti ancora più numerosi lo fanno sembrare uno show, un finto, un palco dove recitano tanti attori, e guardi alle prostitute in vetrina come se fossero delle veline della televisione, certamente non le guardi come le nostre prostitute che battono il marciapede. Allontanandomi dal Red Quarter mi sono ritrovato in una strada dove c’erano altre vetrine, sporche, luride. Altre bambole, non più bianche di porcellana e col fisico asciutto ma tutte nere, brutte e grasse. Merce di “seconda mano”. Altri clienti, non più turisti spettatori e a volte anche attori di uno show, ma gente dall’aria squallida, sballati, tossicodipendenti che semplicemente, vanno a puttane.
E mi sono accorto che nel paese dei ballochi, quando l’illusione finiscei, la caduta può essere vertiginosa.

Lyon

12 Maggio 2005 12 Maggio 2005
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Finalmente ho trovato il tempo e l’ispirazione per parlarvi della mia città: Lyon (Lione). Dopo aver scritto articoli su Giappone e Inghilterra, credo che sia arrivato il momento giusto per dedicare una parte di questo blog alla mia città natale.

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