Peregrinos Revolución

foto: Pirenei

Con il camino, il Viaggio ritrova il significato che aveva un tempo. Non si tratta nè di turismo né di fare festa (anche se ambedue gli elementi sono presenti lungo la strada, ma come parte integrante della vita) ma di un’esperienza difficile, e allo stesso modo semplice: si tratta di andare da un punto A ad un punto B. Senza scorciatoie, senza mezzi, senza comodità. Senza biglietti da comprare, treni in ritardo, valige perse: c’è solo l’Uomo che cammina sulla Terra che è tonda.

Bastano 3-4 giorni per farmi uscire completamente dal Background culturale, per fare piazza pulita di quasi 30 anni di insegnamenti culturali, morali, religiosi e societali. L’anima si ritrova in una specie di giungla anarchica dove niente più ha senso se non le scarpe ai piedi, il cibo, il calore umano, e sopratutto la fede e la meta: Santiago. Tutto è distrutto, anzi, de-costruito. Non si capisce più nulla. Santiago sembra distante anni luce. La sensazione è che l’impresa è impossibile. Non è umanamente concepibile di fare 800 km a piedi quando dopo 60 km di camminata ti senti tutto rotto e sei esausto, quando i piedi ti sanguinano e le spalle ti fanno male. D’altra parte sei partito da soli 3 giorni e ti sembra di essere fuori dal mondo da 6 mesi, e cominci a realizzare che alla fine del viaggio (se ci arrivi), qualcosa sicuramente sarà cambiato.

In questi primi giorni si scoprono i primi dolori fisici, e le prime gioie, il volersi bene con tutti, il festeggiare con gli altri pellegrini ogni giornata trascorsa attorno a fiumi di vino.

Poi, puntualmente, viene la fase di sofferenza psicologica e morale. per me è arrivata dopo il quarto giorno ed è durata 2-3 giorni. 800km sembrano un’eternità. Teoricamente sono solo 3 giorni che siamo partiti, ma nella testa sono 6 mesi, si comincia a dimenticare il perchè della peregrinazione, il perchè lo facciamo. Si comincia a camminare non trovando più un senso ai passi che uno dopo l’altro ci lacerano i piedi. Si comincia a dubitare persino dell’esistenza di Dio, e il dubbio è la cosa più pericolosa che si possa incontrare sul cammino, se non è vinto presto, non si può arrivare in fondo. In questa fase di dubbio, la de-costruzione della mente lascia un vuoto che neanche la fede può riempire finchè la fede non prende il sopravvento. Per qualche ora /giorni si è nichilisti allo stato puro. Senza più regole sociali, senza più regole religiose, senza più fede. Ed è terrificante, nulla di tutto ha senso.

Questa fase è stata vinta per quanto mi riguarda grazie ad un incontro provvidenziale, a delle parole che dette ad un altro oppure in un altro momento, non avrebbero avuto senso, ma erano esattamente quelle che volevo sentire in quel momento preciso. da quel momento è iniziato il periodo più bello, quello della beatitudine. Ogni cosa vista ci ricorda l’esistenza di Dio. E’ difficile da spiegare con parole, ma l’impressione è quella di vedere il mondo qual’è mentre prima si percepiva e basta. Prima si vedeva un campo di grano illuminato dal sole che sorge e si diceva “bah! che bello!”, si percepiva la bellezza. Ora quello stesso campo di grano diventa la cosa più bella mai vista su questa terra e la bellezza non la percepisci ma la vivi, diventa una cosa fisica, ti entra dentro, la puoi toccare! Ho pensato molto a quello che è successo in qui giorni, e credo di poter dire (forse mi sbaglio) che allora, per un attimo, ero cosciente della realtà che mi circondava. Ero capace di vedere le cose per quello che erano, e darle la giusta importanza. L’impressione, è quella di toccare il cielo con un dito. Di avere il Sapere, ma non il sapere inteso come scienza, il sapere inteso come saper vedere le cose. Essere cosciente di quello che ci circonda.

Questo è anche il periodo della rivolta, ma non nel senso violento, nel senso positivo, quello di Camus in “L’Uomo in rivolta”. Il processo è esattamente quello descritto nel saggio dell’autore francese: una presa di coscienza che induce una rivolta (positiva) contro quello che ci circonda. Un rifiuto di quello che consideriamo intollerabile. Lungo la strada, tra le migliaia di graffitti che incoraggiano i pellegrini, uno mi ha colpito in modo particolare: Peregrinos Revolucion. Qui sta l’essenza del pellegrino, la rivoluzione, la rivolta contro una società, un mondo che oltre ad aver perso ogni punto di riferimento, non lascia nemmeno lo spazio allo spirito, alle cose spirituali. Cosa c’è di più rivoluzionario di vedere centinaia di persone ogni giorno che camminano, soffrendo, per attraversare montagne e grandissime pianure. Tramite questa camminata, L’Uomo torna al suo posto, e cioè al centro della società.

Le ultime 2+1 settimane (+1 perchè sono arrivato fino a Porto via il camiño portugues) le ho trascorse senza grandi sconvolgimenti filosofici. Dopo l’intensità dei primi 15 giorni mi aspettavo di arrivare a Santiago chissà come, ma si vede che non ero pronto ed il cammino spirituale per me si è fermato lì. Il resto è stato una bella passeggiata indimenticabile attraverso Spagna e Portogallo, piena di serenità e gioia, paesaggi ed incontri. Giusto quello che ci voleva per digerire gli insegnamenti dei primi giorni.

Raccolta foto video e colonna sonora “autoprodotta”

Video importato

info per chi volesse intraprendere il camino Frances:

  • Da Saint jean Pied de Port (FR) a Santiago Compostella (ES) sono 760 km, e più o meno 35 giorni andando con calma.
  • Non ci sono problemi per dormire , ci sono tantissimi alloggi (dormitorio + doccia) per pellegrini, da 0 Euro (donativo) a 6 euro maxi.
  • Bisogna avere una credenziale per entrare in tali alloggi. La credenziale costa 2 euro e si puo prendere a Saint jean o in qualsiasi città lungo il cammino.
  • Tanti fanno il cammino in diverse volte, in più anni. L’unica cosa, se tenete ad avere la Compostella è di fare gli ultimi 100km a piedi.
  • C’è chi lo fa i Bici, io lo sconsiglio perchè diventa un’avventura solo sportiva, e neanche tanto comoda (si vede spesso i ciclisti portare la bici a mano…)
  • il “Camino Frances” è fatto all’ 80% di sterrato e sentieri, l’ideale per camminare, alcuni tratti sono però sul catrame, lungo le strade.
  • Lo zaino è la cosa fondamentale, non deve pesare più di 10 k
  • Il camino si puo fare a qualsiasi età, ho visto bambini e persone di 75 anni. Ma secondo me è meglio farlo da adulti (da 25 anni in poi diciamo)
  • Si attraversano due catene di montagna (i Pirenei e la cordigliera Cantabrica) ed un altopiano vastissimo, la Meseta
  • non esiste solo il camino frances, ci sta il camino del norte, il camino portugues ecc.


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