Türkiye on the Road – Part I Istanbul

Questo non è un diario di viaggio, perchè purtroppo non ne ho avuto l’idea a suo tempo. E’ un resoconto molto parziale e breve di un viaggio che ho fatto dal 27 Aprile al 20 maggio 2009, con qualche indicazione per eventuali futuri viaggiatori.

  • 24 giorni
  • 4 500 km di strada
  • 80 ore in autobus
  • 10 nuovi amici!

24 giorni, pensavo che era il minimo per viaggiare in un paese come la Turchia, e per pretendere alla fine del viaggio avere un’idea del paese. Mi ero sbagliato. Me lo ha fatto notare -a ragione- un ragazzo turco al 23esimo giorno. Tutt’oggi non so niente della Turchia e dei turchi. 24 giorni sono appena sufficienti per visitare 1/4 dei principali siti turistici, figuriamoci per sapere della Turchia. Forse ho appena un’idea della cornice del quadro, ma del dipinto non so niente.

Forse mi sento di dire che sicuramente il dipinto porta al centro il ritratto di Mustafa Kemal (Atatürk), padre della nazione laica che conosciamo oggi, onnipresente in ogni casa, negozio, albergo e la cui influenza è stata fondamentale sul paese che vediamo oggi. Personaggio che gode tutt’oggi di un culto della personalità da far impallidire i nostri dittatori di un tempo. Un esempio: parlare male di Ataturk in Turchia è un reato che porta dritto in galera.

Il dipinto sicuramente sarà diviso in due parti ben distinte: Est (Turca, ricca e moderna) e Ovest (Kurda, Araba, Armena, povera e politicamente instabile).

Il dipinto sicuramente sarà diviso in un progressismo spinto (giovanni in alcune metropoli dell’ovest) e un ultra bigottismo fanatico (in alcuni posti ad est).

Ma siccome del dipinto non saprei dire niente di più, eccovi allora la cornice.

Istanbul

Inizialmente l’obiettivo del viaggio era chiaramente Istanbul, a.k.a. Bisanzio, a.k.a. Costantinopoli.

Non per i 2 milleni e mezzo di storia, non per gli influssi Greco-romani, né per quelli Romano-Bizantini. Non per l’Hagia Sophia, non per la Moschea Blu o il Galata Bridge, non per Sultanahmet, Beyoglu, Fatih, e Besiktas. Di tutto questo a dir il vero non avevo la minima idea prima di partire. Sono partito per quell’atmosfera che gira intorno al nome di questa città, per i sentimenti che suscitano nomi come Bisanzio, Costantinopoli o Istanbul nella cultura popolare, quell’aura che solo poche città al mondo hanno, e anche, devo dir la verità per l’omonima canzone dei Litfiba

Istanbul è -a difetto di essere la capitale della Turchia- indiscutabilmente una delle capitali del mondo. 12 milioni di abitanti intra-muros (terzo centro municipale del mondo dopo Mumbai e Shanghai), 2500 anni di storia, influenze europee, mediorentali, africane, asiatiche.

Appena arrivato scopro che il clima è piuttosto diverso rispetto a quello che si potrebbe aspettare: lascio il sole e il caldo di Lione per trovare pioggia e una temperatura di 15°C (27 Maggio!)…

Per prima cosa vado a portare la valigia in ostello, opto per il World House Hostel che vi consiglio. Posizione strategica (5mn da Sultanahmet, in pieno centro a Beyoglu per le uscite serali), persone simpatiche e prezzo nella media (25 YTL/ 12 Euro). Mi vado a fare un giro del quartiere tanto per riconoscere i luoghi e prendere punti di riferimento.  Prendendo la strada principale di Beyoglu, Istiklal, si arriva direttamente a Taksim Square (la piazza principale), è bruttina, però è un nodo cruciale per muoversi, sia dentro Istanbul che per andare fuori coi servizi dei Pullman.

La prima serata si trasforma velocemente in un incubo… Ai futuri viaggiatori sconsiglio fortemente di farsi offrire da bere da sconosciuti a Istanbul (altrove non ci sono problemi): rischiate di ritrovarvi in un night con un conto di 500 Euro da pagare e 4 colossi che vi fiatano sulle spalle. Io ho sganciato quei 15 Euro che avevo in tasca e sono scappato senza prenere mazzate ma devo ammettere che la paura di finire gonfio nel Bosforo era tanta, e forse nemmeno esagerata…

I due giorni seguenti li ho passati a visitare i siti classici anche perchè obiettivamente non c’era tempo per visitare la città fuori dai sentieri battuti senza sacrificare i siti più prestigiosi.

Foto:

  • il ponte di Galata con i suoi pescatori e bar ai piani inferiori
  • l’Hagia Sophia
  • La Moschea blu (Sultanahmet Camii)

Questi 3 giorni sono stati intensi sia per le visite ai monumenti che socialmente, ma è tempo di andare per la prossima tappa: Goreme, Kapadokia, 12 ore di bus (meglio viaggiare di notte, si risparmia una notte d’ostello e il tempo passa piu in fretta dormendo).

Foto di Istanbul con colonna sonora “auto prodotta”

Video importato




One Response to “Türkiye on the Road – Part I Istanbul”

  1.   Agnès Says:

    Fabuleux ton voyage en Turquie.

    J’ai essayé de le traduire en français avec Google (sans garantie!) ; j’envoie le fichier à ta Maman.

    Toutes mes félicitations.

    Bisous