Necronologia

 1992 Gennaio

Conferma, a sorpresa, delle sentenze del Maxiprocesso di Palermo: 360 condannati, 2665 anni di carcere più 19 ergastoli distribuiti. Rivolta degli ambienti mafiosi per "la parola non rispettata"

 

1992 febbraio 17

Tangentopoli.

Con tangentopoli implode la classe politica italiana. E’ la fine della DC. E’ la fine di Andreotti al potere.

Chi è Andreotti? La magistratura con la sentenza d’appello del suo processo (2 maggio 2003) distingue i fatti fino al 1980 e quelli successivi: Fino alla primavera del 1980 Andreotti ha "commesso il reato di partecipazione all’associazione per delinquere Cosa Nostra". Reato estinto per prescrizione. Per i fatti successivi Andreotti è assolto. La sentenza inoltre parla di  "una autentica, stabile ed amichevole disponibilità dell’imputato verso i mafiosi fino alla primavera del 1980". In cassazione (15 ottobre 2004), la corte conferma e precisa nelle motivazioni "quindi la sentenza impugnata, al di là delle sue affermazioni teoriche, ha ravvisato la partecipazione nel reato associativo non nei termini riduttivi di un mera disponibilità, ma in quelli più ampi e giuridicamente significativi di una concreta collaborazione".

In parole povere, Andreotti, se non il partito DC, era il referente politico della mafia.

Con Tangentopoli è la fine della DC e si crea un vuoto politico.

La mafia cerca un nuovo referente.

 

1992-1993 Guerra frontale allo Stato

1992 maggio. Attentato a Falcone.

1992 Luglio. Attentato a Borsellino.

1993 gennaio. Viene arrestato  S. Riina. Polemiche sulla mancata perquisizione del covo del latitante. 

1993 maggio. Attentato agli Uffizi di Firenze

1993 maggio. Attentato a Costanzo (Maestro massonico nella P2 quando Berlusconi era un semplice aderente. Costanzo inoltre era con Confalonieri e Letta contro la nascita di Forza Italia)

1993 luglio. Attentato di via palestro, Milano

1993 luglio. 2 Attentati a Roma

1993 dicembre. Attentato (fallito) allo Stadio olimpico

 

1994 Creazione di Forza Italia & Ritorno alla calma

A Gennaio 1994 M. Dell’Utri e S. Berlusconi creano Forza Italia.

A Gennaio 1994 il remake dell’attentato allo Stadio Olimpico viene questa volta annullato all’ultimo momento dai mandanti con una chiamata agli esecutori.

 

 

Chi è Berlusconi? Ognuno si farà la propria idea.

Chi è Dell’Utri? L’11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo condanna Marcello Dell’Utri a nove anni di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore è anche condannato a due anni di libertà vigilata, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) alle parti civili, il Comune e la Provincia di Palermo.

Nelle motivazioni della sentenza si legge: "La pluralità dell’attività posta in essere da Dell’Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l’altro offerta l’opportunità, sempre con la mediazione di Dell’Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell’economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici." La sentenza dice che il partito Forza Italia venne costruito per impulso di Marcello Dell’Utri anche per venire incontro ad esigenze di Cosa Nostra.

 

 

 

 

 

 

Nota che non c’entra niente con l’articolo: Una cosa buffa, e che rimane solo una cosa buffa perchè non saprei dare un interpretazione altra che simbolica a questo fatto, è la data d’arresto del superlatitante Bernardo Provenzano. In 40 anni di latitanza lo hanno fatto arrestare (o "lo hanno arrestato"/ "si è fatto arrestare") proprio il giorno del risultato delle elezioni politiche del 2006 (11 aprile) la sconfitta di Berlusconi e la risicata vittoria del centro sinistra! La Storia ha senso dell’humour.

 



10 Commenti to “Necronologia”

  1.   giancarlo Says:

    L’unica cosa che mi consola è che è senza pretese.

  2.   Giancarlo Says:

    Ritengo che lo Stato italiano non abbia mai realmente combattuto la mafia. Lo stato, uno stato, non può sconfiggere la mafia stringendo accordi con la mafia stessa, permettendo ad una parte di essa di continuare a farsi gli affaracci suoi. In pochissime parole: ritengo che non si possa basare un intero processo solo sulle parola di un pentito. Credo che, a conti fatti, l’utilizzo dei pentiti abbia giovato più alla mafia che allo stato. Chiudere gli occhi davanti ad un clan per colpirne un altro porta alla degenerazione del sistema giustizia. La mafia ha solo da guadagnare dalla collaborazione con lo stato, lo stato (fatta eccezione di alcuni apparati che utilizzano la situazione anche per eliminare nemici) ha solo da perdere.

  3.   UcCaBaRuCcA Says:

    io la vedo cosi:
    Innanzitutto è vero che la strategia dei pentiti puo portare a degenerazioni del sistema se usato in modo incauto. Da quel che mi risulta tuttavia, le dichiarazioni dei pentiti non possono ne sono mai considerate dalla legislatura se non riscontrate nei fatti. Diciamo che il pentito “indirizza le indagini”, ma non è l’accusatore. Per ora si è svolto a mia conoscenza solo un processo per “manipolazione di pentiti”, ed è quello di Dell’Utri nel 1999 che, secondo l’accusa avrebbe fatto pressione su tre pentiti per screditare i pentiti “veri” che lo accusavano. Dell’Utri è stato assolto, fine della storia.

    Io dico le stesse cose tue: lo Stato italiano non ha mai combattuto la Mafia. Ne la DC, ne il PDL/ Forza Italia oggi, e tantomeno la parentesi Craxiana e Prodiana. Gli unici a parere mio che hanno combattuto o che hanno provato a lottare contro la criminalità organizzata sono stati i Fascisti, con successi importanti, e oggi qualche misura i leghisti, senza successo, ma con buona volontà.

    Per finire, io mi rendo conto che in Italia, oggi, se uno vuole un sistema stabile, non c’è alternativa al PDL. Quello che vorrei non è infangare Berlusconi & Co per avere un governo di sinistra, quello che vorrei per l’Italia è una VERA crisi che eradichi la vecchia classe politica, e la creazione di un nuovo partito liberale, di destra.

  4.   Pierdin Says:

    Caro UcCa, ho ben decifrato i dettagli della tua necrologia.

    Presa a sé non fa una grinza, ma capisci anche tu che una disamina si puo’ fare solo allargando il raggio di pensiero e di azione e partendo da una retrospettiva storica oggettiva.

    Le elezioni politiche del 1948 . Evidente risalta la vittoria della DC, che da questo momento si conferma il punto di riferimento dell’ anticomunismo, raccogliendo in tal nome consensi anche da altri serbatoi elettorali, soprattutto liberale, monarchico, e repubblicano.

    Tenuto conto che la forma repubblicana ha appena 60 anni, non sorprende che nella tua necrologia si trovino anche dei DC farabutti, arrivisti, mafiosi, incompetenti. E’ opportuno pero’ porsi anche la domanda: se non ci fosse stata la “Chiesa” (pur ridimensionata) in quei momenti – e quindi la voluta sturziana DC- cosa sarebbe divenuto dell’Italia .

    L’Europa del dopo guerra si sarebbe trovata confrontata probabilmente con una specie di seconda jugoslavia con l’aggravante che strategicamente l’Italia era insostituibile nel blocco est-ovest..

    Gli italici allora avrebbero dovuto attendere la caduta del loro “muro”? E quando?

    Certo che la lucidità della mente non puo’ giustificare certe situazioni funeste da te enumerate, ma chi avrebbe dovuto (o dovrebbe) farvi fronte?

    L’opposizione ha sempre avuto piacere di avere di fronte un insieme unito nella bisogna ma fatto di precarietà . E’ tale conformazione squilibrata della DC che ha consentito un partage cosciente e silenzioso del potere con il PCI .

    L’egoismo generale (più o meno marcato) dei singoli italiani, ha spesso determinato appannamento della ragione fino alla stupidità, non concedendo grandi chances a eventuali nuovi e più adeguati interpreti politici contemporanei.

    Nemmeno la lotta assassina ha potuto nulla.

    E’ la natura stessa che modifica carne e cervello durante il procedere della storia.Occorrono lustri, decenni per addivenire a qualcosa di più equilibrato e stabile sperando che quando cio’ accadrà non si abbia un ritardo equivalente o addirittura superiore rispetto alle altre civiltà meglio di noi evolute.

  5.   UcCaBaRuCcA Says:

    Per quanto riguarda il giudizio sulla DC non posso essere d’accordo.

    Semplificando, io dico (ma forse oggi si puo dire che la Storia dice) “In quegli anni il potere è stato in parte colluso con la mafia, la DC è stata al potere, la DC è stata collusa con la mafia”.

    Ci fosse stato il PCI sarebbe sicuramente stato uguale.

    Tu dici, e sono d’accordo, che la DC era l’alternativa migliore per l’Italia per questo periodo. Aggiungo io, come Berlusconi è forse l’alternativa migliore oggi (argh!) per quanto riguarda la stabilità politica italiana.

    Ciononostante, questo non significa che la DC, aveva bisogno della Mafia per stare al potere. Che cosa ci ha portato quel patto criminale (sempre che si segua la teoria che patto ci sia stato, il che per il passato è in parte dimostrato, e per oggi rimane un incognita sulla quale ho un grande dubbio)? Quel patto ha portato una manciata di voti in più o in meno da una parte, voti che non hanno cambiato niente a mio parere sul risultato finale, e sottosviluppo e morte dall’altra. Non mi sembra che questo patto sia sostenibile e nemmeno accettabile, perche i politici hanno guadagnato poco e i cittadini hanno perso tantissimo.

  6.   UcCaBaRuCcA Says:

    la dream team torna la completo!

    http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_31/gelli_tv_venerabile_6d6aeeec-a725-11dd-90c5-00144f02aabc.shtml

  7.   elle Says:

    Et puis……tu n’écris plus, non scrivi piu.

  8.   elle Says:

    youps, j’arrive pas à te répondre sur le blog. si tu connais queslqu’un a lentini ? J’habite Biancavilla, voisine de l’Etna, mais tu es sicilien ?DOC ? C’est étrange te savoir en frane, et moi française ici, chez toi..

  9.   UcCaBaRuCcA Says:

    Le inchieste delle Procure di Firenze e Caltanissetta sui presunti “mandanti a volto coperto” delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (Milano, Firenze e Roma) sono state archiviate per scadenza dei termini d’indagine. A Firenze, il 14 novembre 1998, il gip Giuseppe Soresina ha però rilevato come Berlusconi e Dell’Utri abbiano “intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato”. Cioè con il clan corleonese che da vent’anni guida Cosa Nostra, con centinaia di omicidi e una mezza dozzina di stragi. Aggiunge il giudice fiorentino che esiste “una obiettiva convergenza degli interessi politici di Cosa Nostra rispetto ad alcune qualificate linee programmatiche della nuova formazione [Forza Italia]: articolo 41 bis, legislazione sui collaboratori di giustizia, recupero del garantismo processuale asseritamente trascurato dalla legislazione dei primi anni 90″. Poi aggiunge che, nel corso delle indagini, addirittura “l’ipotesi iniziale [di un coinvolgimento di Berlusconi e dell'Utri nelle stragi] ha mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità”. Ma purtroppo è scaduto “il termine massimo delle indagini preliminari” prima di poter raccogliere ulteriori elementi.

    Il gip di Caltanissetta Giovanni Battista Tona ha scritto: “Gli atti del fascicolo hanno ampiamente dimostrato la sussistenza di varie possibilità di contatto tra uomini appartenenti a Cosa Nostra ed esponenti e gruppi societari controllati in vario modo dagli odierni indagati [Berlusconi e Dell'Utri]. Ciò di per sé legittima l’ipotesi che, in considerazione del prestigio di Berlusconi e Dell’Utri, essi possano essere stati individuati dagli uomini dell’organizzazione quali eventuali nuovi interlocutori”. Ma “la friabilità del quadro indiziario impone l’archiviazione”.

    C’è, infine, la sentenza della Corte di Assise di Appello di Caltanissetta, che il 23 giugno 2001 ha condannato 37 boss mafiosi per la strage di Capaci: nel capitolo intitolato esplicitamente “I contatti tra Salvatore Riina e gli on. Dell’Utri e Berlusconi”, si legge che è provato che la mafia intrecciò con i due “un rapporto fruttuoso quanto meno sotto il profilo economico”. Talmente fruttuoso che poi, nel 1992, “il progetto politico di Cosa Nostra sul versante istituzionale mirava a realizzare nuovi equilibri e nuove alleanze con nuovi referenti della politica e dell’economia”. Cioè a “indurre nella trattativa lo Stato ovvero a consentire un ricambio politico che, attraverso nuovi rapporti, assicurasse come nel passato le complicità di cui Cosa Nostra aveva beneficiato”.

    da Marco Travaglio / Peter Gomez

  10.   mirko Says:

    Ogni paese ha la sua storia in questo senso…

    saluti