Beijing


Dimissioni e via. Se c’è una cosa sicura i questo mondo, è che le cose non sono mai come sembrano. Da un punto di vista esterno puo sembrare che va tutto a gonfie vele ma invece c’è qualcosa che non va. Uno potrebbe pensare: cazzo questo qua ha studiato all’Università, e mo si trova a Shanghai a lavorare, sarà pieno di soldi e farà la vita del barone. A facc’ du cazzo rispondo io. Ho dato le dimissioni. Dopo un anno nel paese di Confucio, ho deciso che è ora di tornare. Per tutti quelli che volessero intraprendere l’esperienza cinese, non è più come 5 anni fa. L’afflusso di studenti e di coglioni come me disposti a lavorare anche a salari bassissimi hanno provocato una generale riduzione dei salari per i giovani expat di meno di 30 anni. Beccavo 300 EURO al mese… e a chi va bene prende sui 1000 Euro, a meno che ovviamente, sia mandato dall’Italia. Shanghai, dove si concentra la maggior parte degli "Laowai", non fa proprio per me, anche se diverte i primi mesi. Inquinamento, estensione abnorme della Città, mentalità, auto-segregazione in comunità nazionali, povertà culturale, e stranieri fissati con le "Byzness card" e che non fanno altro che parlare di gala, festini, byzness rendono questa città invivibile a medio-lungo termine. Ecco perchè dopo un anno di lavoro ho deciso di tornare a casa. Non senza farmi un giretto della Cina prima. Ed è di questo che vi voglio parlare in questo/i articoli che seguiranno: c’ho messo un anno a capirlo: la Cina è bella!!!! Una settimana, era quello il limite di tempo che mi ero dato per fare questa pazzia (viaggiare in Cina da solo e senza guida è una pazzia per chi non capisce una parola di cinese). Una settimana, ignaro che quel paese mi avrebbe attratto sempre più nelle sue viscere più profonde, fino ad arrivare dopo 6500km complessivi (2000 km in treno, 1400km in bus, e 3100 km in aereo) a Yuanyang, al confine tra Cina, Laos e Vietnam. Ed una settimana si è trasformata presto in un mese. Insomma Pechino. Cerchero’ di raccontarla in due parole. Ci sono stato 1 settimana appunto. Pechino è molto meglio di Shanghai, molto più culturale, molto più "cinese", è sicuramente un posto da vedere per chi viaggia in Cina e non c’è mai stato, ma non è secondo me indispensabile. Sarà il clima (era Febbraio, un freddo cane), sarà la compania, ma Pechino non mi ha entusiasmata. Piazza Tiananmen, il mausoleo di Mao, che se non lo avessi visto 150 volte in TV non mi ci sarei neanche fermato. La "forbidden City" è invece impressionante per la sua grandezza. Ma bisogna dire che i cinesi hanno una concezione strana della ristrutturazione delle opere culturali e degli edifici, che intendono più come "ricostruzione". Ed è per questo che alla fine, secondo me, la Cina va vista per i paesaggi naturali, non tanto per le Città. Wangfujin che sarebbe la Nanjing Lu Di Pechino, ovvero la strada commerciale, sarà lunga più o meno quanto "banchi di sopra" a Siena. Il palazzo d’estate è una meraviglia, ma tutto ricostruito dopo le varie guerre (nelle guide turistiche i cinesi puntualizzano volentieri e sopratutto ABBONDANTEMENTE sul fatto che sia stato distrutto dalle forze anglo-francesi). Comunque va visto assolutamente, è un posto che emana qualcosa, come tanti posti in Cina dove gli architetti sono bravi a suscitare emozioni. Sarà per quella legge secondo la quale ogni edificio deve essere costruito in armonia con la natura circostante, il calendario, il sole e la luna? boh. Gli Hutong sono un po deludenti, quei quartieri tipici di un tempo che ora costano un sacco di soldi assomigliano a casette grigie di periferie, senza un fascino particolare. La Muraglia va vista per forza, anche se bisogna andarci con il tour organizzato (cercheranno di fregarvi ma dovrebbero bastare 150 Yuan) e quindi diventa molto meno interessante in quanto il tempo è limitato e il bus si ostina a portare i turisti in sote obbligate nei vari negozi di Giada, pelle, o persino in ospedali… Quindi se avete un contatto fortunto a Pechino, andate alla muraglia in macchina e godetevela. Pechino, SECONDO ME, rimane un’ottimo porto di arrivo dall’Europa per andare a scovare le vere delizie della Cina… Un posto dove rimanere 3-4 giorni e poi proseguire. Alcune info: Pechino-Shanghai: treno di notte comodissimo, 250 Yuan, 12 ore Pechino-Xi’an: treno di notte comodo (quello che va poi a Lhasa in Tibet), 250 Yuan (+ o -), 14 ore Ostello a pechino: Sui 50 Yuan a notte (5 Euro) Albergo a Pechino: sui 150 Yuan a notte (15 Euro) Un’ora e mezza di bus per arrivare al palazzo d’Estate Un paio d’ore per arrivare ai punti panoramici della grande Muragli Nel caso abbiate intenzione di viaggiare in Cina vi consiglio FORTEMENTE la guida Lonely Planet, ne ho sentito la mancanza… parecchio. Da vedere: palazzo d’estate Città proibita Hutong grande muraglia Itinerario consigliato in Cina: (minimo un mese) quetso itinerario permette di vedere i posti più significativi come Pechino Shanghai, Xi’an, ed anche i posti meno frequentati ma molto suggestivi (v. lo Yunnan). Inoltre si puo fare tutto con bus e treni, tranne forse Hong Kong Shanghai che conviene fare con l’aereo. Shanghai Pechino Xi’an Chengdu (le tre gole) Kunmin Lijiang-shangrila (Tibet eventualmente, ma serve un pass speciale) regione dello Xishuangbanna Guilin-Yangshuo Hong Kong Shanghai



11 Commenti to “Beijing”

  1.   Daniele Says:

    Bentornato, e aspetto le prossime puntate!

  2.   giraffa Says:

    Perdona l’ignoranza abissale ma, cosa sono i “Laowai”?

  3.   UcCaBaRuCcA Says:

    I laowai sono gli stranieri! Non è un termine dispregiativo
    scusatemi!!!

  4.   tisone Says:

    Mi complimento per la quantità di informazioni utili sul pianeta Cina. Ho l’impressione che senza andarci e starci per un po’ non si riesca a capirne molto. Saluti.

  5.   giraffa Says:

    Ho qualche curiosità: la Cina è bella, ma i cinesi come sono? I laowai (bè, ormai conosco la lingua..) non si integrano nella società cinese? Non voglio interrogarti ma solo capire o, perlomeno, sapere l’opinione di chi ha avuto occasione di conoscere un popolo così distante da noi e, allo stesso tempo, così vicino, visto che in Italia esiste una grande comunità di cinesi.

  6.   UcCaBaRuCcA Says:

    I cinesi come sono… vasta domanda alla quale è difficile rispondere senza cadere negli stereoptipi.
    Innanzitutto il Cinese medio non esiste. Esistono più di 50 etnie in Cina, sparse dalle terre tra Mongolia e Giappone fino alle terre confinanti con Afghanistan e Pakistan, senza scordare le zone tropicali del sud, le zone aride del “far west” confinanti con il Kazhakstan, le zone costiere ad est e tutto il centro del paese.
    Ci ho provato a scrivere qualcosa a proposito del “cinese” ma servirebbe non un libro, ma un’enciclopedia! che poi sarebbe da aggiornare una volta finita in quanto è una società che cambia oltissimo a causa dei cambiamenti economici. Per ora quindi mi rassegno, meglio non scrivere che scrivere cose MOLTO approssimative….
    Posso darti un indicazione sulle mie sensazioni generali, pur non essendo particolarmente un appassionato della cina, ed essendo stato maluccio durante questo anno a Shanghai, la popolazione rimane uno degli aspetti piu positivi di quell’esperienza.
    Per quanto riguarda l’integrazione degli stranieri, credo che sia oggi impossibile, per differenza culturale, linguistica, fisica (anche quelle contano), un laowai sarà sempre un laowai, anche se vive 20 anni in Cina. Questo è quello che mi hanno detto alcuni amici stranieri da anni residenti in Cina, e quella è stata anche la mia sensazione. Rimane comunque una società molto poco aperta sull’esterno, e c’è da dire che in quel paese gli “immigrati” sono quasi sempre molto più ricchi dei locali e anche da parte loro non si trova una volontà di integrazione: meglio stare negli isolotti dorati per laowai che integrarsi in una società povera (chi li puo biasimare?)
    un saluto!

  7.   giraffa Says:

    Bè, probabilmente, è lo stesso motivo per cui la gran parte dei cinesi non si integrano nella nostra società, a parte i bambini che frequentano le scuole in Italia, chiusura e diffidenza verso laowai così diversi, per cultura, tradizioni, lingua. Grazie per aver raccontato la tua esperienza, al prossimo viaggio! Ciao
    P.S. anch’io ti ho risposto anche là!

  8.   UcCaBaRuCcA Says:

    Un’altra cosa che potrebbe sembrare strano a noi occidentali convinti di vivere nel migliore dei mondi, e convinti che la Cina sia uno tra i tanti paesi in via di sviluppo, Il cinese è convinto (a torto o a ragione) di essere parte di una cultura superiore. “Zhonguo” (Cina), significa paese del centro, sia culturalmente che geograficamente. I non cinesi sono quindi percepiti come “barbari”, come senza riti. Non esiste affatto un sentimento o un complesso di inferiorità, anzi… Questo sentimento non pregiudica tuttavia la simpatia e l’ospitalità dei cinesi nei confronti degli occidentali.

  9.   giraffa Says:

    Anche noi occidentali abbiamo un abnorme complesso di superiorità, però questo non ci impedisce di ospitare persone di tutte le nazionalità, credo religioso, politico, lingua e, a mio parere, siamo meno diffidenti dei cinesi. O no?

  10.   UcCaBaRuCcA Says:

    Beh, i cinesi più diffidenti di noi non direi proprio…
    vediamo un po: come è considerato il cinese in Italia che magari lavora-mangia-vive (o possiede) nelle fabbriche di Prato con nonni e bambini di 4 anni? Il cinese che troviamo all’Università perchè (beato lui) è pieno di soldi lo consideriamo diversamente? Io penso che per la maggior parte delle persone li considerano come poveracci, inferiori e via di seguito.

    Come viene considerato dai cinesi il byzness man di 70 anni che viene in Cina a far miliardi sulle spalle dei cinesi pagati 80 euro al mese (questo essendo un bene per loro), trombandosi una giovane ragazza un po troietta di 25 anni, andando regolarmente o meno a puttane, sfoggiando il suo sentimento di superiorità sui cinesi operai o colleghi, o pari perchè tanto “loro sono cinesi”?
    Dall’altra parte come viene considerato lo studente che viene in Cina a studiare la lingua, meno ricco del byzness man ma che sicuramente poveraccio non è, e approffitta della sua differenza e del suo fascino diverso che attrae le giovani madamigelle per scoppazzare un po qua un po là (mica sto dicendo che fa male, sto solo dicendo)?
    ebbene tutte due queste tipologie sono percepite dai cinesi senza odio, senza rancora, anzi con grande stima e rispetto.

    Io fossi cinese avrei voglia di ammazzarli a sti Laowai (tra i quali purtroppo mi riconosco perfettamente). Quindi per rispondere alla tua domanda direi che il cinese è molto più tollerante rispetto all’occidentale

  11.   Lupogiaros Says:

    UcCa, scusami per non averti risposto prima, l’ho fatto oggi da me ma., come ben capirai, il lupo ha impiegato un pò di tempo per leccarsi sta ferita. Grazie del tuo pensiero e delle belle foto yunnannesche. Ciao