Sfumature


Stamattina ore 5:30.
Sto bevendo una birra con i miei amici di casa. Non c’è esperienza più bella da giovane che abitare in una casa con altri ragazzi. Il sano cazzeggio, il torneo di scala quaranta, le discussioni assurde (ieri siamo stati 2 ore a parlare dei vecchi gelati: ve lo ricordate il ciokò? il bikini? La pantera rosa? Il pinocchio? Quello con la faccia di topolino?) queste cose sono la bella quotidianità spensierata di una viat studentesca. La cosa più bella della gioventù è l’assoluta mancanza di razionalità, o forse il totale disprezzo per tutte quelle consuetudini della società. A vent’anni non tutto è possibile (forse lo era 40 anni fa, ma certo non più ora), ma tutto è normale.

Ore 5:31.
Da casa ci avviamo (rigorosamente in ciabatte e pigiama) verso un bar del centro per fare la colazione prima di andare a dormire (questa è il concetto di normalità di cui parlavo prima, chissà se quando avrò 40 anni mi sembrerà strano uscire di casa in pigiama alle 5:30 per fare colazione prima di andre a letto).
Abbuffata di brioche, cornetti, ciambelle & Co. La giornata comincia bene. E’ tempo di discussioni un pochino più serie (ma senza esagerare) e soppratutto di contemplazione. Erano anni che non vedevo la mattina, oggi ho notato che ci sono migliaia di uccelli nel cielo, sembra veramente un’altra città. Di mattina la città appartiene agli esseri del cielo, mentre gli uomini dormono e non immaginano quanta vita scorre sopra le loro case, le strade sono ancora deserte.

Ore 6.
Si torna a casa, piano piano (le ciabatte non sono il top della comodità, sopratutto nelle strade con le dalle). Mentre prima il sole sbirciava appena sulla campagna per vedere se poteva finalmente presentarsi, ora è lì, che ostenta la sua luce. Stamattina ho scoperto che la luce di mattina è proprio diversa. La campagna toscana sembra un quadro, sembra che non ci sia più prospettiva, le case sono attaccate allo sfondo di cipressi, vitigni e ulivi, e non si distingue più confini, tutto è sfumato. Sembra che Dio abbia passato su questa tela il suo dito come i pittori fanno per mischiare i colori e rendere il quadro più unito.
Mi prometto di vedere più spesso la mattina.



7 Commenti to “Sfumature”

  1.   dinzi Says:

    Hai ragione: la memoria acustica e olfattiva è di gran lunga più resistente e suscita sensazioni assai forti. E’ un po’ come rivivere qualcosa, molto più che coi pensieri.
    Bella la tua mattinata. Mi dispiace di non esserci stata… altrimenti non avrei avuto problemi a venire con te e i tuoi amici in ciabatte e maglietta per le vie di… Firenze?… o Siena? (vista la foto)… anche se ho 37 anni non è che mi faccia quella grande impressione.
    E’ molto bella la nostra Toscana nella campagna, soprattutto all’alba… è magica, con tutti quei colori e il concerto degli uccellini! Quanti saranno lassù? Migliaia!
    E, ti assicuro, l’alba è bella in tutte le stagioni.

  2.   paperina Says:

    Per fortuna, sono vissuta 9 mesi a Siena… E’ proprio bella, bellissima…
    mi manca quando ero studente, con gli amici, abbiamo bevuto tanto, abbiamo passato tutta la notte chiacchierando… mi sembra poco tampo fa invece no…

    divertiti tanto finchè puoi…

    Da tanto tempo, mi alzo persto ma non ho guardato il cielo e il sole, domani li guardo bene…

  3.   sc. Says:

    mi piacono molto questi momenti.

  4.   Devil Buio Says:

    Sono i momenti per i quali vale la pena vivere.

  5.   Daniele Says:

    Cose che rimangono, come vedere le stelle al contrario, da un altro emisfero.

  6.   man Says:

    bella l’idea di Dio che col suo dito gioca tra i colori della vita… grazie per il commento sul blog…
    è vero, la mattina va vissuta

  7.   capellibianchi Says:

    mi ritrovo perfettamente nella tua descritta mattina albeggiante. Sono cose che più tardi non si faranno più. Sono l’essenza di un’età e di uno status. Una sola cosa trovo differente rispetto ai miei tempi:alle 6 del mattino si rientrava a casa, ci si lavava, si rifaceva colazione e subito dopo…..il lavoro e/o lo studio.Ma preferisco la tua versione.