Un gelato al limon…


E’ estate. Ci sono 40° all’ombra, la scuola è finita da diverse settimane e me ne sto a casa, con le persiane chiuse per non fare entrare il caldo. I rumori della città fuori sono amplificati dall’affa che allo stesso tempo li ammorbidisce. Ogni tanto c’è chi annaffia davanti al portone di casa per un illusione temporanea di freschezza. La città è deserta, la maggior parte della gente è andata in vacanza, e passeggiando per il centro si vedono solo i francesi di “seconda mano”, Algerini, Marocchini, Polacchi, Italiani ecc. sembra un’altra città. Non è stato ancora inventata il climatizzatore, e ogni gesto è fatto con parsimonia di energia, per evitare la tragica sudata e l’ennesima doccia quotidiana. Le mie estate Lionesi sono sempre state lunghe, lunghissime. E’ quasi come un anno intero che si nasconde dentro l’anno scolastico. Certo non mi lamento, nei due mesi di vacanza mi scappava sempre la visitina alla famiglia in Italia, e anche un pò di mare. Ma quelle settimane a casa erano particolari. Troppo caldo per uscire a giocare a calcio di giorno, e troppa violenza per uscire di sera da solo. Noia? Certo, ma crescendo si capisce che la noia non è assolutamente negativa per i ragazzi, anzi, ti fanno vivere le cose con più attenzione, con più passione, ed è così che anche una cosa insignificante diventa particolare.
Il gelato d’estate diventa magia, libido, una cascata di sapori e di freschezza, un’oasi di benessere nella noia quotidiana. Mentre d’inverno è quasi fastidioso (non riesco a capire i turisti che vengono in italia a dicembre e devono mangiare il gelato per forza per il solo fatto di essere in Italia), il gelato d’estate scopre tutti i suoi sapori, si svela come una donna, risalta per contrasto con l’ambiente affoso e ostile che lo circonda. Quando cominci, di solito davanti alla televisione (cosa fanno i bambini d’estate a casa se non guardare per ore ed ore la televisione….) pensi sempre di lasciarne per dopo, e invece non c’è verso, arrivi sempre alla fine del barattolo senza accorgertene. Parti sempre con il presupposto di guardare la televisione mangiando il gelato, e poi va sempre a finire che mangi il gelato guardando la televisione.
Il barattolo del gelato si consuma molto più velocemente delle calde e affose giornate estive.



10 Commenti to “Un gelato al limon…”

  1.   ladycris Says:

    è proprio vero…
    la noia e il gelato…. quando non ne hai più tempo ti mancano da morire!

    I Sulutumana sono un gruppo originiario di Canzo, un paese all’inizio delle prealpi.
    Ci sono molte escursioni montane da fare in quella zona.
    Loro sono fantastici, c’è il link del loro sito dove credo tu possa scaricare alcuni mp3 dell’ultimo album. Domenica 26 fanno il SULUTUMANa day proprio a Canzo… se vuoi andare a fare un giro!
    Lo so che gli sto facendo pubblicità, ma non riesco a farne a meno!

    ciao, buona giornata

  2.   camila Says:

    Sono arrivata a dicembre e ho dovuto prendere un gelato…più forte di me… prima volta in Italia… hihihi
    bacio

  3.   sc. Says:

    sei un uomo intelligente. sai come sedurre le donne. almeno me. dammi gelato e sono tua.
    ;)

  4.   capitangoku Says:

    ciao uccabarucca,
    mmmhhh ho sentito gelato??? è la cosa migliore dell’estate dopo il mare e l’alzarsi tardi la mattina..!! talmente buono che nel mio freezer non manca mai..ciao ciao
    capitangoku

  5.   Viola Says:

    Ciao Ucca,

    Qui a lione fa un caldo da morire (38°) e quando vado a fare la spesa compro sempre gelati. Ho due favoriti, il gelato alla menta che si scioglie lentamente nella bocca e i gelati Häagen-Dazs a tutti i profumi UHMMMMMMMMMMMMM !!! Che buoni……….
    Beh ora che ho parlato di gelato vado a prenderlo (Menta e Cioccolato).
    Quest’estate andiamo a mangiarli insieme????
    Bacioni al mio piccolo Ucca

  6.   Andrzej Wilk Says:

    Il gelato ha una serie di aspetti positivi talmente lunga che è difficile esaurirla in poche righe. L’elevata disponibilità, l’essere alla portata di tutti (un piacere che non si nega a nessuno), la piacevolezza, la varietà.
    E una cosa che, lasciamelo dire, è meglio gustare in Italia.

    Un paio di mini-risposte alle tue ultime tracce lasciate da me.
    Contatore pacco? Sì, lo so che esistono alternative, ma anche uno che va avanti più del dovuto (ogni tanto fingo di dimenticarmene…) può pure essere “simpatico”.
    Un post al giorno: è vero, io sono costante nello scrivere, ma tu che leggi e commenti praticamente ogni giorno non sei da meno :)

    Buona giornata

  7.   jtm Says:

    Dietro quella piccola confezione, continuo a vedere solo il posto di lavoro che anni fa occupò uno dei miei figli. jtm

  8.   simona Says:

    io a Lione ho mangiato il gelato anche se faceva davvero freddo a febbraio , ma sai era l’unica cosa che mi piaceva..le prime tre settimane sono state davvero un incubo per il cibo
    adesso un pò lione mi manca, perchè li ero libera di fare cio che volevo senza rendere conto a nessuno, mangiare all’ora che desideravo, dormire pochissimo la notte e poi fare il pisolino il pomeriggio, restare a casa di sabato notte…a volte penso qui esistano un mare di regole non scritte ma alle quali ci dobbiamo assolutamente uniformare per non essere tagliati fuori..

    io vado via di nuovo..

    baci
    simona

  9.   Alioscia Says:

    Anche il tuo blog sembra molto bello. Per ora ho letto solo questo articolo e “Un gelato al limon…”: sono interessanti e scritti bene. Terrò presente per il fututo.
    Grazie
    A.

  10.   Alioscia Carmazzo Says:

    Ho sbagliato: ti ho messo il commento nel post “Un gelato al limon…” anziché in questo. Va be’, il messaggio è chiaro.
    Ciao