Ladies & gentlemen, the hardest working man in show business


Apollo Theater. New York City. Correva l’anno 1962 quando “Soul brother number one” alias “The hardest working man in show business” alias “Mr Dinamite” alias “The Godfather of Soul” decise di produrre da sè quella performance live nello storico teatro di New York City perchè il suo produttore si era rifiutato di sostenerlo. Il disco ottiene un successo stratosferico.
James Brown non canta. James brown non suona. James Brown non urla. James Brown prende possesso del palco, prende possesso del pubblico, ne cattura l’energia e dopo essere passata per il filtro della sua anima la rigetta decuplicata, centuplicata nella sala. Questa è la Soul music. Non si tratta di vedere chi ha la voce più chiara, più perfetta, più alta o più grave. Si tratta di vedere quanto sei capace di dare tramite la tua voce. si tratta di confessarsi davanti ad un pubblico intero. Si tratta di confessarsi con il pubblico intero. La Soul music è un grande esorcismo in diretta.
Il pubblico sta in transe, riscaldato da Lucas “Fats” Gonder che annuncia il menù della serata scandito dagli urli e dagli applausi:
I’ll go Crazy
yeaaaaaaaaaaaaaaaa
Try me
yeaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Think
yeaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
i don’t mind
Yeaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Lost someone
YEaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Please, please, please
YEAaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Night train
YEAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

Dopodichè Mr. Dinamite prende possesso del palco, e parte per una performance live che rimmarrà senza eguali nella storia della musica. Chi era presente potrà raccontare ai figli: io c’ero.

Video importato

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Artista: James Brown
Album: Live at Apollo
Anno: 1963
Voto: *****

1. Introduction by Fats Gonder/Opening
2. I’ll Go Crazy
3. Try Me
4. Instrumental Bridge
5. Think
6. Instrumental Bridge
7. Lost Someone
8. Instrumental Bridge
9. Lost Someone Brown, Byrd, Stallworth 10:42
10. Medley: Please Please Please/You’ve Got the Power/I Found Someone
11. Night Train {Closing}



10 Commenti to “Ladies & gentlemen, the hardest working man in show business”

  1.   R.Rien Says:

    vista l’ora ed i precedenti, constato una freschezza,un brio ed una cosi’ fertile capacità di elocuzione che ravviva l’animo. Sei rimasto ammaliato, credo,dala forza trainante del mister sulla folla . Personalmente subito dopo l’ammirazione per certi eventi, risento un certo disagio per tutto cio’ che è incline alla massificazione ingiustificata. Baffetto docet.
    Buon riposo al guerriero.

  2.   UcCaBaRuCcA Says:

    embè? a nessuno piace James Brown???

  3.   Gianky Says:

    a me, me piace…
    ciao ucca

  4.   dinzi Says:

    No, no, no. Aspetta un po’. Come facevi a esserci se hai solo ventitré anni? Eri nella pancia della tua mamma o su una nuvolina. O, sennò, dimmi tu!
    Immagino che mi piaccia James Brown, dato che mi piace la soul music. Sai cosa? Domani mi sento qualcosa di lui. Poi ti dirò con cognizione di causa.

  5.   sc Says:

    yeah! u a right, man!
    ;)

  6.   UcCaBaRuCcA Says:

    Per Dinzi:
    ehm… ho costruito male la frase forse… certo che io non c’ero!!! anche perchè era a New York. Quello che volevo dire è che quelli che erano lì lo poterono raccontare con vanto ai loro figli!!!
    You gonna be al’right
    yeaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  7.   Uaz Says:

    BuonGiorno!!!
    Grazie mille per i commenti e il complimenti… veramente!!!!
    Passerò a trovarti spesso, molto interessante il tuo blog!
    Buona Giornata!

  8.   Cristian Says:

    Ciao, mi sono spostato.
    Buona giornata, a presto.

  9.   happycecy Says:

    Passato il mal di denti?
    A presto Cecy

  10.   abr Says:

    a parte che (pare) picchiasse la moglie(o i bambini? O tutti quanti?), condivido the enthusiasm per il Grande Vecchio del funky.

    Mi piaceva il rito del mantello, portato con deferenza dall’addetto sulle sue spalle per tirarlo nel backstage nel delirio della folla, ma dopo un paio di affranti passi, respinto sdegnosamente dal Nostro, che ritornava al suo pubblico in estasi rilanciando il groove.

    Rito opportunamente preso per i fondelli per decine e decine di volte dal mitico Paul Shaeffer, direttore della Cbs Orchestra al Dave Letterman Late Show. Grazie della visita,
    I feeeeel good – paraparaparapà,
    Abr