Febbraio 2005

Religione e società economica

28 Febbraio 2005 28 Febbraio 2005
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Weber diceva nell’”L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” che uno dei fattori che hanno permesso all’Inghilterra di essere la prima nazione a svilupparsi (facciamo riferimento qui alla rivoluzione industriale dell’800) era proprio il fatto di avere un’etica protestante, ovvero un’etica propensa allo sviluppo del capitalismo.
La religione influisce certamente sul processo di sviluppo economico, in quanto influenza grandemente la mentalità, l’etica nelle aprole di weber delle popolazioni (sia negli Stati a carattere religioso che nei paesi laici). L’influenza della religione sulla nostra cultura, sulla nostra mentalità, sulla nostra vita è cosi ampia e allo stesso tempo discreta che spesso viene la voglia di non accettarla.
Sarebbe falso pretendere che una mappa delle religioni si possa sovvrappore ad una mappa dello sviluppo economico, quello che si può affermare invece, è che ci sono caratteristiche in ogni fede che rendono più facile lo sviluppo di uno spirito capitalista. Per esempio, nel Protestantesimo, la ricchezza è considerata come un dono di Dio, come un segno: La ricchezza è un segno che l’uomo è stato prescelto da Dio per andare in paradiso. Il concetto della vita semplice e rigorosa del protestantesimo trova grandi analogie con la fondamentale nozione del risparmio nelle teorie neoclassiche. Il Cattolicesimo va completamente in senso opposto, il ricco e il risparmio sono percepiti come peccato. La visione del mondo è molto più comunitaria, tutto è di tutti, quindi non serve a niente risparmiare. L’Islam vede nel commercio un’attività santa, in quanto il profeta Maometto era un mercante, il denaro e la ricchezza non sono oggetti di peccato, ne di venerazioni.
Delle tre principali religioni monoteiste (Cristianesimo, Islam, Ebraismo) solo il Cattolicesimo sembra avere un’etica anti-capitalista. La storia dello sviluppo economico tardivo del sud Europa conferma l’argomento dell’influenza del fattore religioso.
Possiamo dire che esiste un’etica capitalista? Come definirla? E’ morale o ammorale? Come giudicarla?

Considero questo articolo come la punta di un iceberg per aprire una discussione più vasta sull’argomento. Aspetto i vostri commenti!!!!!!!!

Kyoto 京都

28 Febbraio 2005 28 Febbraio 2005
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Kyoto è la città Giapponese che mi è rimasta più nel cuore. Là sono stato ospitato dalla nonna di questo mio amico, e in quanto calore umano rivaleggiava alla pari con le nostre nonne italiane!!! Chi ha detto che i giapponesi sono freddi e non mostrano i loro sentimenti?
Kyoto è la città che rappresenta meglio il Giappone secondo me: una parte tradizionale, con tanti templi (da vedere assolutamente il tempio d’oro Kinkakuji) e una parte moderna molto ricca, pulita, “high tec” che fa impalidire le città moderne europee. In ogni caso è molto più pulita e vivibile di Tokyo.
Da vedere:
- Il tempio Kinkakuji ricoperto d’oro (v.foto) e la sua replica in argento
- Il centro con tanto di centri commerciali lussuosi ma anche mercatini con prezzi buoni anche per chi viene dall’Italia
- I templi di Yasaka jinjya
- Uno dei tanti bar giapponesi tradizionali dove l’ospitalità è tanto forte che un occidentale è quasi a disagio. Con terrazzo lungo il fiume, tavolini bassi e la gente distesa per terra su comodi tapetti di paglia bevando il sakè o la birra giapponese….
- Una delle sala giochi e patchinko (è incredibile vedere come un uomo possa stare ore ed ore dietro a una macchinetta a guardare palline che si muovono, senza poter influire sul risultato… deve essere come guardare passivamente il suo destino compiersi senza poter fare nulla per cambiarlo)
- Un manga cafe: esperienza assolutamente straordinaria, è il posto dove tutti i ragazzi giapponesi che sono rimasti in città per la notte vanno a dormire, internet, playstation, dvd, manga, bevande gratis, e una comoda poltrona massaggiante, il tutto in una cabina personale per la somma di 10-15 euro a notte!
- La strada “Sinju” una delle arterie principali della città
- La stazione dei treni imponente per la sua struttura.

Tokyo-To

28 Febbraio 2005 28 Febbraio 2005
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A Tokyo sono stato da un amico d’infanzia giapponese. Cosi ho vissuto in una casa tipica a Ogikubo con la sua famiglia e ho avuto l’occasione di conoscere il Giappone da dentro. Shinzuku, Ginza, Odaiba, Shibuya, Ropponghi sono i quartieri più famosi di Tokyo. Per immaginare che cos’è una città giapponese bisogna dimenticare tutti i preconcetti. A Tokyo la vita di quartiere è molto forte, ogni quartiere ha la sua specificità, e può essere considerato come una città a se stesso. tuttavia, appena si entra nelle zone frequentate e non residenziali, nei centri (al plurale, ci sono tanti centri a Tokyo) della città, niente non è più normale. I negozi di orologi, le salle giochi e i patchinko (sono dappertutto), i negozi di elettronica, TUTTO è su minimo 7 piani. La quantità di negozi ristoranti commerci è impressionante. Per avere un’idea della grandezza di Tokyo, basta pensare che ogni quartiere è quasi grande come una città Italiana. Devo dire che non è la città che mi è piaciuta di più in giappone. Tokyo è una città con diverse faccettature, nel quartiere bizness di Shinzuku possiamo vedere una foresta di grattacieli enormi e a 20 metri una comunità di senza tetto che trovano rifugio in un parco. Tokyo è ricca, ma non è la città che si percepisce dall’Europa. A Tokyo si vede la povera gente per strada, la prostituzione dilagante, i quartieri rossi tipo Amsterdam, gli hotel a ore che pullulano vicino alle discoteche, e si percepisce anche la presenza della criminalità organizzata. E’ difficile dare un volto a questa città, perche ci sono stato 10 giorni, e ci vorrebbero anni e anni per capire il Giappone e i giapponesi. Ma quello che è sicuro, è che è una società piena di contrasti, di incompatibilità che solo i Giapponesi hanno la capacità di rendere compatibili.

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Andare in Giappone: 日本

28 Febbraio 2005 28 Febbraio 2005
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Giappone

Ho avuto la possibilità e la fortuna di trascorrere due settimane in Giappone. Non è necessario spiegare che è veramente un altro mondo. Un altro pianeta. Per il turista occidentale (non importa il grado di apertura mentale), sbarcare all’aeroporto Tokyo Narita è come sbarcare sulla luna. Quello che colpisce per primo il turista sono le distanze, per attraversare Tokyo ci vogliono minimo due ore, e non pensare che una volta arrivati all’aeroporto siete arrivati a casa! Sono necessarie altre 2 ore e mezza per arrivare al centro di Tokyo.
Consigli per i futuri viaggiatori:
1. Si trovano biglietti aerei a 700 euro andata e ritorno (è il minimo che ho trovato).
2. E’ fortemente consigliato andare a dormire da un amico o da una persona che abita lì, in quanto si può veramente vivere l’esperienza giapponese solo in questo modo. Alberghi & CO sono carissimi.
3. Il costo della vita è effettivamente molto elevato, soppratutto per quello che riguarda i trasporti, tuttavia si può mangiare nei ristoranti (sushi, fritture, pizze giapponesi) abbondantemente per soli 4-5 euro!!!
4. Se volete viaggiare da una città all’altra, scegliete bene che tipo di treno prendere…. da Tokyo a Kyoto sono 250 euro con il treno rapido (2 ore) ma con 20 euro (biglietto giornaliero con treni regionali), gli studenti (anche stranieri) possono viaggiare in tutto il giappone (da Tokyo a Kyoto 8 ore con 9 cambi…. ma ne vale la pena!!! e il viaggio stesso è un’esperienza!)
5. Il clima, a settembre, quando ci sono andato io, il clima è affoso, molto umido e caldo, ma sopportabile. Attenzione a non stare male…. il primo impatto appena arrivati può causare “problemi di digestione”…. (non ho capito ancora se erano dovuti alle 12 ore di aereo, al Wasabi, o al clima umido…)
6. Quando andate al bagno: NON pigiate tutti i bottoni che vedete, senò rischiate di prendervi una spruzzata d’acqua nel portapiume…. I WC sono infatti allo stesso tempo autoriscaldanti (bello in inverno ma terribile in estate) e fanno anche bidet. Attenzione! nei centri commerciali e in campagna ci sono ancora tanti WC “alla turca”.
7. IMPORTANTISSIMO per chi non sa dove dormire: esistono in giappone locali chiamati “manga cafe”. Sono un incrocio tra una biblioteca e un internet point, aperti 24/24 si noleggiano delle cabine con tanto di poltrone massaggianti, televisori, DVD, internet, playstation, ciabatte per rilassarsi, bevande gratis ecc. Per la somma di 10-15 euro a notte. La doccia è disponibile!!!!! Provata e testata dal sottoscritto piu volte è un ottima alternativa all’albergo per chi non ha problemi a dormire su una poltrona (peraltro comodissima).

Tokyo-To

A Tokyo sono stato da un amico d’infanzia giapponese. Cosi ho vissuto in una casa tipica a Ogikubo con la sua famiglia e ho avuto l’occasione di conoscere il Giappone da dentro. Shinzuku, Ginza, Odaiba, Shibuya, Ropponghi sono i quartieri più famosi di Tokyo. Per immaginare che cos’è una città giapponese bisogna dimenticare tutti i preconcetti. A Tokyo la vita di quartiere è molto forte, ogni quartiere ha la sua specificità, e può essere considerato come una città a se stesso. tuttavia, appena si entra nelle zone frequentate e non residenziali, nei centri (al plurale, ci sono tanti centri a Tokyo) della città, niente non è più normale. I negozi di orologi, le salle giochi e i patchinko (sono dappertutto), i negozi di elettronica, TUTTO è su minimo 7 piani. La quantità di negozi ristoranti commerci è impressionante.
Per avere un’idea della grandezza di Tokyo, basta pensare che ogni quartiere è quasi grande come una città Italiana. Devo dire che non è la città che mi è piaciuta di più in giappone. Tokyo è una città con diverse faccettature, nel quartiere bizness di Shinzuku possiamo vedere una foresta di grattacieli enormi e a 20 metri una comunità di senza tetto che trovano rifugio in un parco. Tokyo è ricca, ma non è la città che si percepisce dall’Europa. A Tokyo si vede la povera gente per strada, la prostituzione dilagante, i quartieri rossi tipo Amsterdam, gli hotel a ore che pullulano vicino alle discoteche, e si percepisce anche la presenza della criminalità organizzata. E’ difficile dare un volto a questa città, perche ci sono stato 10 giorni, e ci vorrebbero anni e anni per capire il Giappone e i giapponesi. Ma quello che è sicuro, è che è una società piena di contrasti, di incompatibilità che solo i Giapponesi hanno la capacità di rendere compatibili.

Plauso allo studente fuori sede

28 Febbraio 2005 28 Febbraio 2005
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Lo studente fuori sede è un’ “animale” particolare nel mondo universitario e nella società in generale. Infatti è impossibile pensare che un giovane che sia partito da casa a 18 anni segua il medesimo sviluppo intelletuale e sociale di un ragazzo che è abituato alle comodità (e agli svantaggi) della casa materna.
Cosa c’è di meglio per sviluppare uno spirito di indipendenza, per aumentare la propria capacità sociale, per incrementare l’arco delle esperienze vissute, per aprirsi al mondo, che partire in una città sconosciuta e ricominciare in un certo senso la vita a 18 anni.
Ovviamente non si può negare che il solo fatto di studiare, e a maggior ragione fuorisede, è un lusso che non tutti si possono permettere. Se analizziamo l’origine sociale degli studenti italiani Laureati non si può credere che le barriere sociali sono state completamente distrutte dal sistema scolastico ed universitario (e la situazione non potrà certo migliorare se ci affidiamo al sistema dell’educazione privatistica), tuttavia le borse di studio sono uno strumento significativo che permettono ad una grande parte della popolazione di avere una vera scelta a disposizione: studiare (e dove studiare) o lavorare.

Democrazia come unica forma "buona" di governo?

26 Febbraio 2005 26 Febbraio 2005
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W. Churchill diceva della democrazia che era una pessima forma di governo ma che era la migliore.
Oggi nel mondo occidentale la democrazia è un dogma, si cerca a tutti i costi di diffonderla nel mondo intero. La diffusione della democrazia è persino uno degli obiettivi principali del Fondo Monetario Internazionale.
Da un punto di vista strettamente economico, è davvero inconcepibile immaginare uno sviluppo prospero in un regime non democratico? La Storia sembra dirci il contrario: la democrazia è sempre arrivata quando lo sviluppo era arrivato ad uno stato già avvanzato. Lo sviluppo economico necessita di uno Stato forte, soppratutto nei primi tempi, perchè è contro l’interesse di tutti i paesi piu sviluppati vedere emergere un’altra economia. Questo perchè un territorio fonte di domanda si trasforma in fonte di offerta (certamente la domanda del paese in via di sviluppo aumenterà, ma non quanto la sua offerta, questo è vero soppratutto nel caso di uno sviluppo basato sulle esportazioni). E’ quindi fondamentale che lo Stato del paese emergente sia forte abbastanza per andare contro l’interesse delle potenze egemone e attuare una politica economica che vada innanzitutto nell’interesse della propria Nazione e del proprio popolo, senza tenere conto per forza delle norme e della morale (peraltro mutevoli) che esistono nella società internazionale.
Alla luce di questi argomenti, è giusto esportare a tutti i costi al democrazia in tutti i paesi del mondo senza fare distinzioni e senza considerare il livello di sviluppo economico raggiunto dai suddetti paesi? Oppure dobbiamo considerare la democratizzazione del mondo come un modo per i paesi più svilluppati di esercitare una certa forma di controllo (tramite le organizzazioni internazionali) sui paesi in via di sviluppo?
aspetto le vostre risposte!!!